Confermate le soglie di esenzione fiscale per imprese e lavoratori: limiti, vantaggi e riferimenti normativi
Nella nuova Legge di Bilancio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025, sono state prorogate le soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit introdotte nel triennio 2025-2027.
I fringe benefit sono strumenti a vantaggio dei dipendenti e dei datori di lavoro: offrono benefici fiscali e contributivi per l’azienda – che può dedurre i costi – e un aumento del potere d’acquisto e del benessere per il lavoratore – che li riceve in aggiunta allo stipendio e sono esenti da tassazione.
Nello specifico, per il 2026 i fringe benefit si confermano con i seguenti limiti:
- 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori dipendenti
- 2.000 euro annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico
È certamente una buona notizia per il mondo del lavoro e per chi opera in ambito welfare, oltre che per i diretti beneficiari. La conferma di tal misura permetterà alle PMI di dedurre i fringe benefit dal reddito d’impresa senza generare oneri contributivi, nei limiti specifici di esenzione fiscale e per il periodo di imposta 2026.
E per i dipendenti quali sono i vantaggi? Oltre al cosiddetto reddito aggiuntivo sotto forma di buoni spesa, benzina, assicurazioni, etc., i fringe benefit non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente entro le soglie prevista dalla normativa e per l’anno di riferimento.
I fringe benefit sono uno dei principali strumenti di welfare aziendale utilizzati dalle imprese italiane, sia per la facilità di attivazione da parte del datore di lavoro che nell’utilizzo da parte dei dipendenti. La loro introduzione ha generato apprezzamento da entrambe le parti e ha inciso positivamente nella qualità della vita in azienda.
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