La Legge di Bilancio riduce all’1% l’imposta sui premi di risultato: un’opportunità concreta per imprese e lavoratori
Buone notizie per aziende e dipendenti: con la Legge di Bilancio 2026, i premi di produttività diventano ancora più attrattivi.
Per il biennio 2026-2027, l’imposta sostitutiva applicata ai premi di risultato e alla partecipazione agli utili passa dal 5% all’1%. L’agevolazione si applica fino a 5.000 euro lordi annui per dipendente — contro i 3.000 euro degli anni passati, nel rispetto dei requisiti di legge e degli accordi aziendali o territoriali.
In concreto, cosa significa?
Una quota maggiore del premio riconosciuto dall’azienda rimane come effettiva disponibilità economica per il lavoratore. Ad esempio, su un premio lordo di 2.000 euro, l’imposta è solo 20 euro (netto circa 1.980 euro), contro 100 euro al 5% (netto circa 1.900 euro).
I premi di risultato sono strumenti legati al raggiungimento di obiettivi misurabili — produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione — e rappresentano una delle leve più efficaci per allineare risultati e retribuzione. Con la nuova aliquota all’1%, diventano ancora più vantaggiosi per le PMI che vogliono incentivare la crescita e allo stesso tempo riconoscere il contributo delle proprie persone.
Non solo: resta la possibilità, prevista dalla normativa vigente, di convertire i premi in strumenti di welfare aziendale nei casi consentiti dall’articolo 51 del TUIR, ampliando ulteriormente il vantaggio fiscale.
La misura rafforza una direzione già chiara negli ultimi anni: premiare il merito, sostenere la produttività e rendere più efficiente la componente variabile della retribuzione.
Per le imprese, è l’occasione per strutturare sistemi premianti sostenibili, accrescere il benessere organizzativo, ridurre il turnover e aumentare le performance. Per i lavoratori, è un’opportunità di riconoscimento e valorizzazione dell’impegno e della produttività individuale, con effetti di maggiore equità e incentivazione rispetto ad aumenti retributivi generalizzati.
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