ELT Group si è sempre distinto per le attività di welfare in tutti gli ambiti di applicazione.
In particolare, negli ultimi anni si è focalizzata su salute e benessere dei dipendenti e collaboratori è attivo il “Progetto Wellness” che comprende:
assistenza sanitaria anche per i familiari
visite e consulenze mediche gratuite presso l’infermeria aziendale
assicurazione sanitaria integrativa per dipendenti e familiari
ristorante aziendale con ingredienti sani e di qualità
due campi da padel in azienda con lezioni gratuite con professionisti.
A garantire work-life balance e pari opportunità sono attivi: rimborso spese di istruzione, permessi speciali per visite mediche e inserimento o malattia dei figli, smart working, congedo per maternità e paternità, sostegno e accompagnamento al rientro dopo la maternità.
Per contrastare l’aumento generalizzato dei prezzi, l’azienda ha attivato il piano “Flexible Benefit Enjoy Lifetime”, permettendo l’aumento del premio aziendale, l’introduzione di un bonus, l’aumento del limite di fringe benefit in piattaforma con rimborsi spese di istruzione e cura di figli e familiari, acquisto viaggi, abbonamenti a palestre, voucher e buoni carburante.
Le iniziative di welfare di ELT GROUP si completano con azioni mirate a favore delle comunità con il progetto ELT4SOCIAL: un programma che mette a disposizione di mille dipendenti un giorno lavorativo retribuito per attività di volontariato a favore dell’associazione che ciascuno ritiene più vicina al proprio modo di essere e di sentire. Un modo per essere protagonisti attivi di una cultura inclusiva che viene promossa anche attraverso specifici percorsi di formazione in azienda.
Per tutte le attività di welfare e per l’impatto sociale che queste hanno avuto, ELT Group è stato nominato Welfare Champion nel 2020, 2021, 2022, 2024.
La pandemia ha determinato un impatto dirompente sull’organizzazione del lavoro e sul rapporto tra il lavoro e la vita familiare, accelerando alcuni processi di evoluzione già in atto e producendo cambiamenti la cui portata è oggi ancora difficile da quantificare e qualificare.
Dallo scoppio dell’emergenza a oggi, il 37,7% delle PMI hanno praticato il lavoro a distanza, ma solo poche di queste (8,4%) lo praticavano già in precedenza, spesso su un numero limitato di lavoratori cui l’impresa riconosceva maggiore flessibilità in ragione di esigenze familiari specifiche. Il dato davvero significativo è invece rappresentato dal 29,3% di PMI che hanno introdotto il lavoro a distanza in occasione dello scoppio dell’emergenza, che le ha di fatto costrette a sperimentare direttamente sul campo, e su un numero ampio di lavoratori, forme inedite di organizzazione e gestione del lavoro (FIGURA 60).
Figura 60
L’impatto è evidentemente molto differenziato per settore produttivo e caratteristiche specifiche delle imprese, ma ha riguardato trasversalmente una parte rilevante del sistema produttivo.
Tra le imprese che lo hanno adottato (37,7%), nel 22,9% dei casi il lavoro a distanza ha riguardato una quota maggioritaria della popolazione aziendale, nel 14,2% dei casi una quota compresa tra il 20% e il 50% dei lavoratori e nel rimanente 62,9% dei casi una quota inferiore al 20%.
A circa un anno e mezzo dall’inizio dell’emergenza, le PMI gestiscono l’organizzazione del lavoro in modalità diverse (FIGURA 61): 18,8% utilizzano il lavoro a distanza per la quota maggioritaria del tempo, 29,8% prevedono un equilibrio tra lavoro remoto e in presenza, 17,9% utilizzano il lavoro a distanza per una quota minoritaria del tempo. Una quota rilevante, 33,9%, non hanno adottato sistematicamente l’uno o l’altro modello privilegiando invece un sistema flessibile calibrato sulle esigenze specifiche dei lavoratori.
Figura 61
Il lavoro a distanza viene gestito dalle imprese con differenti politiche organizzative. Ai due estremi, il 28,3% delle PMI adottano un approccio direttivo definendo regole puntuali e prescrittive (ad esempio la turnazione dei lavoratori), mentre il 33,7% lasciano la massima libertà ai lavoratori nell’organizzare tempi, attività e luoghi del lavoro. La soluzione intermedia, in cui l’impresa definisce regole generali lasciando un certo grado di autonomia ai lavoratori, è la più diffusa e riguarda il 38,1% delle PMI coinvolte nel lavoro a distanza.
Le dichiarazioni rilasciate dalle imprese consentono di fare alcune ipotesi, benché preliminari, sugli esiti possibili di questa prolungata fase di discontinuità. Una volta superata la pandemia, la larga maggioranza delle PMI che hanno sperimentato il lavoro da remoto (71,5%) ritengono di tornare non appena possibile all’organizzazione precedente, con presenza stabile sul luogo di lavoro. Una quota comunque significativa, circa un’impresa su quattro, dichiara di volersi orientare verso un modello ibrido, che bilanci lavoro da remoto e presenza fisica. Solo un’esigua minoranza, infine, ritiene che il lavoro a distanza sarà prevalente anche una volta superata l’emergenza.
L’apertura verso modalità del lavoro più agili e flessibili è fortemente influenzata, oltre che dalle specificità dell’impresa (attività, dimensione, localizzazione…), dalla stessa cultura aziendale che informa il management e l’organizzazione stessa. La FIGURA 62 mostra il netto divario, nell’orientamento per il prossimo futuro, tra le imprese al livello iniziale di sviluppo nel welfare aziendale e le imprese con un livello alto o molto alto. Per queste ultime, l’equilibrio tra lavoro a distanza e in presenza è infatti l’opzione che raccoglie il consenso più diffuso (55,2%).
Il welfare aziendale non è solo apprezzabile e vantaggioso, per le aziende e per i lavoratori. È ormai una necessità per tutta la società e per questo diventa fondamentale il ruolo delle piccole e medie imprese.
Lo sa bene Generali che, attraverso SME EnterPRIZE, ha voluto stimolare il contesto delle PMI non solo in Italia ma anche in Europa, nei 7 Paesi che hanno aderito: oltre all’Italia anche Germania, Francia, Spagna, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca. SME EnterPRIZE ha quindi esaminato i modelli di business sostenibile delle piccole e medie imprese europee, suddivisi in 3 macro categorie: Welfare, Environment e community. Sono state selezionate sette imprese “Sustainability Heroes”: aziende che hanno implementato iniziative di sostenibilità di particolare rilievo nelle loro attività.
Sette Heroes per sette Paesi
Lo scorso Martedì 28 settembre, le “Sustainability Heroes” sono state svelate e premiate, a Bruxelles: per l’Italia è stata selezionata Natura Iblea – Paniere Bio, di Roberto Giadone, una delle maggiori realtà produttive europee nel comparto ortivo biologico. L’azienda ha realizzato importanti iniziative di welfare, in particolare per far fronte alla crisi pandemica, e anche nel 2021 è stata premiata come Welfare Champion ottenendo le 5W del Rating Welfare Index PMI.
Le altre aziende “Sustainability Heroes” sono state: PlanA.Earth per la Germania, Wanted Community per la Francia, Boutique Hotel Stadthalle per l’Austria, Virgin Oil PressLtd per l’Ungheria e CleverFarm per la Repubblica Ceca.
Queste le sette eccellenze europee che inseguono un nuovo modo di fare business.
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.