“Intendiamo recuperare la cultura del fare “con” la terra attraverso il lavoro dei soggetti deboli della società e trasmettere, attraverso l’esperienza, gli insegnamenti della tradizione, per portare ai più giovani esempi di valore e di una cultura improntata sulla sostenibilità ambientale.”
– Moreno Baggini, Titolare
L’esperienza di progettazione e attuazione di percorsi riabilitativi e di integrazione lavorativa attraverso l’attività agricola ha permesso all’azienda agricola Baggini di Pavia di ottenere la Menzione speciale per l’Agricoltura sociale a Welfare Index PMI 2021.

È un’azienda agricola di carattere familiare, con più di cent’anni di vita, che unisce metodi di coltivazione biologica a un forte impegno sociale, le due vocazioni del suo titolare, Moreno Baggini. Oltre alla promozione di un’alimentazione sana secondo i principi di Slow Food l’azienda si occupa dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati: è accreditata dalla Regione Lombardia come fattoria sociale e didattica.
Dal 2014, grazie al progetto degli “Orti Sociali”, l’azienda ha coniugato l’esperienza di progettazione e attuazione di percorsi riabilitativi e di integrazione lavorativa realizzati attraverso l’attività agricola, con la convinzione che si possa passare dalla presa in carico dei soggetti deboli verso una loro partecipazione attiva alla vita sociale ed economica. Da quando ha avviato questa iniziativa, anche attraverso altri progetti come Agricoltura Sociale Progetto Voghera, realizzati in partnership con istituzioni pubbliche, realtà del privato sociale e aziende, l’azienda accoglie e coinvolge nelle sue attività in media circa 50 persone in difficoltà ogni anno.
Per la vendita dei propri prodotti i canali diretti sono la sua Butega d’Urtlan e i mercati contadini, ma Baggini è referente anche per i gruppi di acquisto solidale della zona e, attraverso la parte commerciale gestita dalla propria Cooperativa Sociale, rifornisce diverse strutture locali. Non si è fermata neppure durante la pandemia: durante il periodo di massima emergenza ha promosso la consegna a domicilio dei prodotti tramite biciclette, in modo da non attivare nessuna cassa integrazione per i dipendenti e mantenere il contatto con i clienti, in particolare per le persone più anziane. Con l’iniziativa “la spesa sospesa”, assieme ad altre realtà agricole sociali, è riuscita anche a consegnare molti alimenti a famiglie del territorio in difficoltà.
Nel 2019 ha creato HUB Voghera, uno spazio condiviso per lo smart working, la formazione e i meeting aziendali, gli eventi culturali e i temporary shop a disposizione di piccole imprese, professionisti, studenti e associazioni. Sono molti i progetti cui ha partecipato negli ultimi anni per la promozione nelle scuole di temi legati alla sostenibilità ambientale e sociale. Presto partirà con il progetto “Forno sociale”, che mira alla formazione di una nuova generazione artigiana per far rivivere la tradizione della panificazione non industriale.
Leggi altri esempi di welfare aziendale nel Rapporto 2021.

Da quest’anno lo Studio depositerà un contratto di secondo livello e metterà a disposizione dei dipendenti una nuova piattaforma welfare con un’offerta vastissima, che permetterà di scegliere i flexible benefit più congeniali tra circa 18mila convenzioni. In aggiunta ai servizi già previsti, che includono polizze assicurative sul TFR e a copertura del danno biologico, corsi a distanza in modalità e-learning, buoni sconto e molto altro, sarà implementata anche l’assistenza dentistica.
Per tutelare la salute dei dipendenti è attiva una polizza assicurativa sanitaria, con la convenzione a Sani.in.veneto: la ditta e il lavoratore pagano una quota forfettaria e hanno a disposizione alcune prestazioni o il rimborso di spese mediche. Oltre al piano assicurativo, vengono erogati dei buoni carburante e offerti dei corsi di lingua patrocinati dalle confederazioni di settore e corsi di aggiornamento e formazione, strumentali per essere sempre aggiornati sulle nuove tecnologie.
Nonostante un aggravio dei costi del lavoro e mancati ricavi da alcuni servizi che hanno sofferto di chiusure prolungate, la cooperativa ha sostenuto i lavoratori in cassa integrazione anticipandola sempre e integrando parzialmente la retribuzione ai lavoratori dei servizi completamente chiusi. La cooperativa ha rafforzato i propri servizi di welfare, attivando una convenzione con un centro biomedico per le analisi covid, una con un poliambulatorio per i check-up, uno sportello psicologico, una banca ore solidale per le assenze dal lavoro dei più fragili. Ha aderito al progetto Welfare Lynx, pensato per offrire un sostegno ai lavoratori con problemi di cura dei propri familiari.
L’azienda mette a disposizione borse di studio per percorsi formativi anche di tipo personale, oltre a una scala di incentivazione meritocratica fondata su Kpi aziedali (Key Performance Indicators). Sidip punta molto sul merito, tanto che ha in programma un ulteriore sviluppo della propria piattaforma meritocratica “Meritogame”, con un’implementazione già dal 2022 degli incentivi.
Nella sede di Elettronica infatti è presente da anni un’infermieria dedicata ai dipendenti, con la possibilità di analisi e visite specialistiche in loco, e sono attivi progetti per la promozione di un’alimentazione sana e sostenibile, con menù appositi disponibili nella mensa aziendale e un micromarket per rispondere a tutte le esigenze alimentari. Dal 2014 è operativo il piano di flexible benefits Enjoy Life Time, che mette a disposizione all’interno di una piattaforma online un “borsellino elettronico” per i dipendenti, spendibile in beni e servizi.
Sono stati ideati spazi per migliorare la qualità della vita dei collaboratori in azienda privilegiando aree per il confronto, lo svago anche con aree attrezzate esterne ed in generale adottando le soluzioni tecnologiche che possano migliorare la vita di tutti i giorni. Uno spazio della nuova sede è stato dedicato alla creazione di una academy interna, chiamata “Know-now” con ben due sale, vere e proprie classi scolastiche altamente tecnologiche per la formazione continua. L’azienda è socia in due fondazioni scolastiche ITS ed occupa costantemente un elevato numero di tirocini sia curricolari che extra.
Durante il periodo di emergenza Covid-19, l’azienda ha sottoscritto una polizza assicurativa che, in caso di malattia, interviene a tutela del dipendente. Un altro intervento significativo per il welfare aziendale in generale è stato l’inserimento di una persona che si occupa della gestione del personale, della formazione, preparazione e crescita professionale. La stessa figura si occupa anche di tenere sempre aggiornati i dipendenti in merito alle iniziative di welfare presenti in azienda e sul territorio.
Peraltro per la tipica attività di studio, nel periodo di emergenza Covid i ritmi di lavoro sono aumentati per aiutare ed affiancare i clienti in questo difficile momento. Un supporto fondamentale e salvifico è stato rappresentato da un particolare software che ha permesso il coordinamento, la gestione delle pratiche e le relazioni tra i collaboratori indipendentemente dalla logistica. L’emergenza sanitaria ha “sdoganato” ufficialmente il lavoro dislocato fuori dall’ufficio, tant’è che diverse persone hanno continuato a usufruirne al 100% o a gestirlo in funzione delle proprie esigenze familiari.
Particolare il progetto della filiera agroalimentare: “Coltivare fraternità” è nata due anni fa e si occupa in maniera specifica di agricoltura sociale con coltivazione dei campi. Da qui ha visto la luce la start up “Local to you” che si occupa della commercializzazione online di prodotto della Fraternità ma anche di altre realtà della zona di Bologna (cooperative sociali piccole che altrimenti non avrebbero visibilità). Gli agricoltori coltivano, “Local 2 you” si occupa della vendita online mentre la cooperativa Fraternità si occupa della consegna. In tutte le fasi sono impiegate persone svantaggiate. Durante l’emergenza sanitaria, è stato attivato, dove possibile, lo smart working fino all’avvio delle scuole.