Nasce Generali Welion: la società di welfare integrato per famiglie, imprese e lavoratori

La nuova società offrirà servizi innovativi dalla salute ai flexible benefit, anche attraverso partnership con start up.

▸Investimento fino a € 50 milioni per l’innovazione dei servizi e del modello operativo entro il 2021

▸Prevista nel ramo salute una crescita del 25% dei premi e un incremento di € 30 milioni del risultato tecnico entro il 2021 per Generali Country Italia

▸Generali Welion investirà sull’assunzione di oltre 100 giovani nei prossimi due anni

▸Andrea Mencattini, nominato Amministratore Delegato della nuova società Dalla salute ai flexible benefit, un mondo di servizi innovativi e semplici da fruire per dare più valore alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese.

Generali Italia dà vita a Generali Welion, la nuova società di servizi che si occuperà di welfare integrato.

Con la costituzione della nuova società, Generali Italia punta a consolidare la propria leadership su un business strategico ed in forte crescita, quale è il welfare integrato, che oggi conta su 1,8 milioni di clienti e nel 2016 circa 3 miliardi di premi tra previdenza complementare e salute (circa €500 mln).

Attraverso le potenzialità delle nuove tecnologie e lo sviluppo di partnership strategiche e collaborazioni con start up, Generali Welion offrirà soluzioni all’avanguardia nel mondo della salute individuale e del welfare aziendale. La società, che sarà pienamente operativa dal 1° gennaio 2018, nasce infatti con l’obiettivo di:

▸gestire le prestazioni sanitarie incrementando i livelli di servizio per il cliente – consulenza, assistenza, rimborso – e i network sanitari supportando il rapporto tra pazienti e medici attraverso nuove tecnologie e piattaforme evolute;
▸offrire servizi di consulenza e gestione di welfare aziendale per le imprese anche attraverso piattaforme, sia proprietarie sia in partnership, di employee benefit per i dipendenti delle aziende;
▸ creare nuovi servizi personalizzati anche “non assicurativi” (es: carte servizi, accesso al network, percorsi di cura etc.) per i 10 milioni di clienti in Italia.

Marco Sesana, Country Manager e Amministratore Delegato di Generali Italia ha dichiarato:Innovare e semplificare sono le priorità strategiche per garantire i migliori servizi ai nostri clienti. Con Generali Welion, vogliamo evolvere nel settore della Salute e del welfare. Investiremo fino a 50 milioni di euro nel prossimo triennio: ciò per migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi in questo settore importante per il cittadino, per i lavoratori e per la crescita delle imprese. Vogliamo consolidare la nostra leadership sul mercato: puntiamo ad aumentare, entro il 2021, del 25% i premi nel settore Salute e di 30 milioni di euro il risultato tecnico”.

Andrea Mencattini, Amministratore Delegato di Generali Welion, ha dichiarato:Forti della nostra expertise nel welfare integrato, grazie ai vasti programmi di welfare che applichiamo ai nostri 15 mila dipendenti, alla conoscenza del mercato con Welfare Index Pmi e alla nostra ampia offerta assicurativa, attraverso Generali Welion offriamo consulenza e servizi di gestione su tutte le iniziative di welfare integrato: sanità, previdenza, non autosufficienza, flexible benefit”.

Sviluppo di servizi innovativi grazie a partnership con start up: gli accordi con H-Farm e GrowItup

Generali Welion punta a innovare i servizi per:

▸garantire consapevolezza ed informazione del cliente sul tema Salute;
▸supportare il cliente nella prevenzione e nella scelta di comportamenti salutari;
▸rispondere alle esigenze di cura ed assistenza;
▸facilitare l’accesso del cliente ai prestatori di servizio;
▸per garantire una gestione semplice del Welfare aziendale nelle imprese.

Idee innovative e soluzioni tecnologiche all’avanguardia, sono ricercate anche attraverso la collaborazione con start up. La compagnia ha lanciato Generali Health&Welfare Corporate Accelerator con H-FARM, con l’obiettivo di identificare startup da incubare per sviluppare nuovi servizi ed esplorare nuovi modelli di business, e una CallForGrowth con GrowItUp, che ha visto la selezione di 3 start up per lavorare con Generali Italia allo sviluppo di nuovi servizi e prodotti in ambito salute e welfare.

Modello Organizzativo di Generali Welion

La nuova società – che risponderà al Country Manager e Amministratore Delegato di Generali Italia, Marco Sesana – sarà guidata dall’Amministratore Delegato Andrea Mencattini. La funzione di Operations & Customer Excellence sarà affidata a Ivano Bosisio. La società prevede l’assunzione di oltre 100 giovani entro il 2019.

Il welfare integrato, un mercato in forte crescita ma ancora largamente inesplorato

Il contesto del mercato italiano mostra crescite importanti nel settore del Welfare integrato, spinto anche dai vantaggi fiscali previsti dalle ultime leggi di Stabilità, ma ancora con bassi tassi di adesione. Nell’ambito della Sanità, si stimano 7,5 milioni di iscritti a fondi sanitari pari al 33,6% degli occupati. Dal 2015 al 2016 la raccolta premi del mercato assicurativo Salute in Italia è cresciuta dell’8%. In tema di Previdenza il numero degli iscritti è di 7,8 milioni pari al 34,2% degli occupati. Per quanto concerne la Non Autosufficienza, circa 750 mila persone – ossia solo il 3,3% della popolazione occupata – sono coperti da LTC (Long Term Care). Sul fronte dei Flexible benefit nel biennio 2015/16 il 21% delle aziende ha attivato iniziative di welfare. Dal rapporto Welfare Index Pmi 2017 è emerso che il 18,3% delle PMI italiane è molto attivo nelle iniziative di welfare.

 

 

Welfare Index PMI fa crescere l’impresa e per questo vince ancora!

Siamo lieti di annunciare la menzione di merito assegnata nell’ambito del Premio AIFIn “CSR Award” e consegnata ieri a Milano durante il Convegno “CSR – Sustainability Strategy”.

“CSR Award – AIFIn” è un riconoscimento annuale che ha lo scopo di promuovere il tema della Corporate Social Responsibility nel settore bancario, assicurativo e finanziario. Il premio intende valorizzare le best practice e gli operatori del settore capaci di integrare la Sostenibilità e la Corporate Social Responsibility nel piano strategico con l’obiettivo di perseguire uno sviluppo sostenibile di lungo periodo.

Il welfare aziendale è un potente strumento che può aiutare la crescita progressiva di questo percorso, superando la logica economica per comprendere e dare risposte in chiave socio-economica.

Per maggiori info clicca qui.

Welfare aziendale e detassazione: i chiarimenti dell’agenzia delle entrate

Non è possibile detrarre l’Iva per il datore di lavoro che acquista servizi di welfare con finalità ricreative a favore della generalità o categorie di dipendenti.

La Direzione Regionale della Lombardia dell’Agenzia delle Entrate, con risposta ad interpello n. 904-603/2017 dello scorso 20 luglio, ha detto di no alla richiesta di poter detrarre l’Iva versata per l’acquisto dell’abbonamento alla pay-tv che la società istante, nell’ambito di un piano Welfare sostenuto da regolamento aziendale, aveva deciso di mettere a disposizione di categorie di lavoratori.

L’Agenzia delle Entrate sostiene infatti che il diritto alla detrazione Iva spetta alle condizioni che seguono, a suo giudizio non rispettate nel caso trattato:

1) l’acquisto dei beni e dei servizi deve essere inerente all’attività economica svolta dal soggetto passivo;
2) i beni e i servizi acquistati devono essere afferenti ad operazioni imponibili o ad esse assimilate dalla legge ai fini dell’esercizio della detrazione;
3) deve sussistere un nesso diretto e immediato tra le spese collegate alla prestazioni a monte e il complesso delle attività economiche del soggetto d’imposta, essendo la detraibilità connessa al trattamento delle operazioni effettuate a valle, cui gli acquisti si riferiscono. A parziale compensazione occorre tuttavia sottolineare che l’Iva non detratta costituisce onere accessorio di diretta imputazione al costo del servizio cui si riferisce e pertanto risulta senz’altro deducibile dal reddito d’impresa ai sensi dell’art. 110 del TUIR.

Grazie a quest’ultimo chiarimento si completa il quadro del trattamento ai fini delle imposte dirette e dell’Iva delle spese aziendali relative a servizi con finalità ricreative utilizzabili dalla generalità o categorie di dipendenti, che a seguire si riassume:

a) se le spese sono sostenute volontariamente dal datore di lavoro, le stesse sono deducibili dal reddito d’impresa per un ammontare complessivo non superiore al cinque per mille dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi, ai sensi dell’art. 100 del TUIR;

b) se le spese sono sostenute in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale la deducibilità dal reddito d’impresa è invece al 100%;

c) in entrambi i casi sopra descritti l’Iva sui servizi acquistati dal datore di lavoro e offerti ai dipendenti è indetraibile da quella dovuta sulle vendite e di conseguenza, divenendo un onere accessorio di diretta imputazione al costo del servizio cui si riferisce, risulta deducibile dal reddito d’impresa.

Claudio Della Monica
Consulente del Lavoro – Della Monica & Partners srl STP

Piani di welfare su misura per ogni singolo dipendente senza rinunciare ai benefici fiscali

Sì ai Piani Welfare a carattere premiale e incentivante, anche a livello individuale, senza rinunciare ai benefici fiscali. Così si è espressa la Direzione Regionale Lombardia dell’Agenzia delle Entrate rispondendo ad un interpello (il n. 904-791/2017 dello scorso 28 luglio) presentato da una società di formazione e servizi al lavoro che ha chiesto se la struttura del proprio Piano Welfare, di durata biennale, non contrasta con le finalità agevolative dei commi 2 e 3 dell’art. 51 del TUIR.

L’istante ha infatti spiegato che, alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità del 2016 e dalla Legge di Bilancio 2017, nonché dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 28 del 15 giugno 2016 dell’Agenzia delle Entrate, ha deciso di varare un Piano Welfare a carattere premiale e incentivante, rivolto a tutti i dipendenti, mediante il ricorso e la messa a loro disposizione di una specifica piattaforma web personalizzabile, che consente a tutti i dipendenti indistintamente la fruizione integrata e flessibile del basket di servizi previsti dal Piano stesso secondo le proprie necessità ed esigenze.

Il Piano prevede l’assegnazione di un budget di spesa “figurativo” (“credito Welfare”) nella misura di euro 1.500,00 annui uguale, in partenza, per ciascun dipendente. Il budget di spesa è totalmente a carico della società e non rimborsabile. Ciò posto, per il primo anno di vigenza del Piano, la società istante ritiene di assegnare a ciascun dipendente il 100% del credito Welfare di euro 1.500,00 annui al raggiungimento del 100% di un determinato obiettivo individuale, proporzionalmente ridotto in caso di raggiungimento di un risultato individuale inferiore.

Per il secondo anno di vigenza del Piano, invece, la società istante intende assegnare a ciascun dipendente il 100% del credito Welfare di euro 1.500,00 annui al raggiungimento del 100% di un determinato obiettivo aziendale. In mancanza, entro uno scarto massimo al ribasso del 10%, il credito Welfare di ciascuno è rapportato ad una percentuale della RAL individuale (3%).

L’Agenzia delle Entrate accoglie la tesi dell’istante in quanto la non concorrenza al reddito di lavoro dipendente è subordinata all’unica condizione che i beni e servizi siano offerti alla generalità o a categorie di dipendenti e non anche al vincolo dell’assegnazione del medesimo budget “figurativo” di spesa ad ogni dipendente.

Claudio Della Monica
Consulente del Lavoro – Della Monica & Partners srl STP

Welfare Index PMI finalista ai Pensioni & Welfare Awards 2017

Siamo lieti di annunciare che Welfare Index PMI si è classificata come finalista ai Pensioni & Welfare Awards 2017 distinguendosi tra i progetti più prestigiosi per numero di imprese coinvolte, per copertura del territorio nazionale e per coinvolgimento di tutti i settori produttivi. Welfare Index PMI rappresenta l’iniziativa collegata al Welfare aziendale più completa e innovativa mai realizzata in Italia.

I nomi dei vincitori dei prestigiosi trofei verranno annunciati durante la serata di gala che si terrà il 26 ottobre 2017 a Roma presso l’Hotel Quirinale.

Tutte le imprese che hanno partecipato alla Ricerca ottengono un assessment gratuito e riservato

Tutte le imprese che hanno partecipato alla Ricerca ottengono un assessment gratuito e riservato, un’innovativa opportunità di verificare
 autonomamente il proprio livello di welfare e confrontarsi con la media di settore.

La valutazione, vera e propria carta d’identità del welfare aziendale, evidenzia:

▸ Il punteggio nell’indice (riferito alla media e al top di settore);

▸ La posizione nelle aree del welfare aziendale (riferito alla media e al top di settore);

▸ Le iniziative attivate per area di welfare (riferite alla presenza media nel settore).

Cosa fanno le aziende per migliorare il welfare dei propri dipendenti e delle loro famiglie?

Cosa fanno le aziende per migliorare il welfare dei propri dipendenti e delle loro famiglie?
RAI NEWS 24 ieri ha raccontato alcuni dei migliori esempi di welfare aziendale scelti tra i 22 Welfare Champion dell’edizione di Welfare Index PMI 2017. Buona Visione!

 

Interviste a: Enea Dallaglio, AD Innovation Team; Mariluce Geremia, Vicepresidente Colorificio San Marco; Piero Iacomoni, Presidente Monnalisa; Eleonora Belliconi, Dipendente Monnalisa; Sara Tommasiello, Risorse Umane Monnalisa; Manuel Guerrero, AD Sonzogni Camme.

Ampia detassazione per il Welfare

Il regolamento aziendale che stabilisca le condizioni per usufruire del Piano Welfare introdotto dal datore di lavoro a favore dei propri dipendenti consente all’Azienda la totale deducibilità delle spese sostenute.

Ciò però a condizione che configuri l’adempimento di un obbligo negoziale. In mancanza di regolamento, oppure qualora il regolamento risulti presente ma non sia negoziale, la deducibilità è limitata al 5 per mille dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente.

Questi gli ulteriori chiarimenti forniti dalla Direzione Centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello n. 954-1417/2016 dello scorso 10 aprile. L’art. 100, comma 1, del TUIR stabilisce che se le spese sostenute in servizi di Welfare dal datore di lavoro sono frutto di una sua scelta liberale, le stesse sono deducibili dal reddito d’impresa per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

Se invece scaturiscono da disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, la deducibilità è integrale. A differenza del contratto o dell’accordo, che presuppone sempre la loro sottoscrizione da parte del sindacato, il regolamento è espressione della libera volontà unilaterale del datore di lavoro. Ne consegue la possibilità anche per le piccole imprese non sindacalizzate di strutturare un sistema di welfare aziendale attraverso un proprio regolamento interno senza dover rinunciare al vantaggio fiscale dell’integrale deducibilità delle spese in servizi.

Venendo al carattere “negoziale” del regolamento, la precisazione era già contenuta nella Circolare n. 28/E del 15 giugno 2016 dell’Agenzia delle Entrate, anche se il principio aveva sin da subito lasciato perplessi gli addetti ai lavori. Come coniugare infatti l’unilateralità della scelta datoriale sul contenuto del regolamento e la pretesa negozialità dello stesso ? Ebbene, secondo l’Agenzia il regolamento aziendale è negoziale quando sia fonte di diritti dei dipendenti e di corrispondenti obblighi giuridici a carico del datore di lavoro, non consentendo a quest’ultimo la possibilità di modificare gli impegni assunti per un determinato periodo di tempo. In tal caso, il lavoratore, aderendo al Piano Welfare, acquista la titolarità di un diritto soggettivo al quale è correlato l’obbligo di adempimento del datore, con tutte le conseguenze di legge.

Un passo in avanti per consentire la diffusione del Welfare nelle PMI: il regolamento aziendale è uno strumento fatto su misura per loro, potendo coniugare flessibilità e benefici fiscali.

Claudio Della Monica
Consulente del Lavoro – Della Monica & Partners srl STP