Gruppo Società Gas Rimini, il mercatino a portata di ufficio

“Abbiamo laureati ad Harvard e qualche MBA che potrebbero lavorare ad alti livelli in altre società, con uno stipendio superiore. Però hanno scelto di rimanere con noi per un discorso di qualità della vita.”

Elisa Tamagnini, sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa

➟ Obiettivo delle iniziative: conciliazione tempi di vita e lavoro, trattenere professionalità qualificate in azienda, fidelizzazione dei dipendenti.

Il Gruppo Società Gas Rimini è impegnato in diversi ambiti del welfare aziendale. Tra le iniziative più interessanti il mercatino aziendale: ogni giovedì mattina, dalle 7:30 alle 13:30, viene allestito nel piazzale aziendale privato un mercatino di prodotti agricoli locali, in collaborazione con Coldiretti e CIA.

Il mercato ospita produttori locali che offrono prodotti biologici e a km 0 ed è aperto non soltanto ai dipendenti, ma anche agli abitanti del quartiere. L’obiettivo è di promuovere l’agricoltura locale e aiutare i collaboratori a risparmiare i tempi dedicati alla spesa.

Inoltre, ogni giovedì vengono invitate due classi scolastiche alle quali i produttori agricoli illustrano i propri prodotti e spiegano le tecniche di coltivazione.

I dipendenti hanno anche dato vita ad un gruppo di acquisto di pesce fresco, in collaborazione con una nota pescheria riminese e attraverso una app possono ordinare il pesce che viene consegnato direttamente in azienda. Sempre nell’ottica del risparmio dei tempi, è presente un “facilitatore aziendale” che svolge per i dipendenti numerose commissioni: dall’ufficio postale, alla lavanderia e molto altro ancora. Un servizio molto apprezzato soprattutto dalle donne e dipendenti con figli, per un totale di 1.025 commissioni svolte nel 2016.

L’azienda aderisce anche a un progetto di promozione del Wellness e contrasto agli effetti della sedentarietà e contribuisce a metà della quota di iscrizione in palestra. Una volta alla settimana, durante la pausa pranzo, le lezioni di yoga arrivano in azienda. Infine, per i neo-genitori un asilo interaziendale,  centri estivi gratuiti per i figli all’insegna dello sport e orario estivo ridotto per i propri collaboratori.

Sonzogni Camme, orario di lavoro “a misura d’uomo”

“Abbiamo investito molto in formazione e in riorganizzazione, garantendo il posto di lavoro a tutti e rinunciando alla cassa integrazione. Il risultato è che ci siamo ripresi molto bene.”

Manuel Guerrero, amministratore delegato

➟  Obiettivo delle iniziative:

mantenere vivo il modello dell’azienda-famiglia, accrescere l’equilibrio
tra vita privata e lavoro, fidelizzare i collaboratori.

Nata con l’idea che l’azienda fosse una “famiglia estesa”, le iniziative di welfare sono diventate negli anni sempre più numerose e oggi Sonzogni è dotata di un vero e proprio piano welfare specifico per i dirigenti che, a partire da quest’anno, sarà esteso a tutti i dipendenti. L’azienda è molto attenta alle esigenze pratiche dei propri collaboratori, garantendo un’ampia flessibilità degli orari di lavoro e una gestione quasi personalizzata, a fronte di particolari esigenze.

L’azienda ha introdotto elasticità anche nella concessione dei part-time, riconoscendo nella flessibilità oraria una componente strategica sia per ottimizzare l’organizzazione del lavoro, sia per assicurare ai collaboratori una maggiore conciliazione tra tempi di
vita e lavoro. L’attenzione dell’impresa per il benessere dei dipendenti è confermata anche dalle iniziative volte ad accrescere il benessere materiale dei dipendenti come ad esempio, il supporto per le spese scolastiche dei figli o i voucher da spendere a piacere per sé o la propria famiglia. Sonzogni Camme inoltre è molto vicina ai propri dipendenti, supportandoli e aiutandoli nei momenti importanti della vita come la maternità ma anche quelli più delicati e difficili come la malattia.

Tra le iniziative più significative anche: erogazione del TFR ai dipendenti oltre il limite stabilito dalla legge, cospicuo contributo per l’utilizzo della mensa aziendale, permessi retribuiti per visite mediche, assicurazione aggiuntiva offerta ai dipendenti in trasferta,
part-time, percorsi formativi, contribuzione aziendale al Fondo di categoria, erogazioni a onlus ed enti benefici distribuiti sul territorio.

Cooperativa Sociale Ecosviluppo, insieme per costruire nuovi progetti di vita

Offriamo un bonus ai neo-genitori: sappiamo che è un piccolo importo, ma lo facciamo per dimostrare la nostra vicinanza.

Fausto Gritti, direttore generale

➟ Obiettivo delle iniziative:

migliorare il benessere dei propri collaboratori, sostegno alla genitorialità.

Ecosviluppo nasce per dare risposta all’esigenza di lavoro di persone in difficoltà, lavoratori con disabilità fisica e psichica, ex detenuti o con problemi di dipendenza, offrendo un percorso individuale finalizzato alla rieducazione sul lavoro. La cooperativa negli anni ha attuato una molteplicità di iniziative di welfare in favore dei propri collaboratori. Tra le più distintive, il sostegno economico all’istruzione dei figli, riconoscendo un bonus per l’acquisto di libri scolastici.

L’azienda è vicina ai propri collaboratori nei momenti più importanti della vita: per questo offre un bonus ai neo-papà e alle neo-mamme. Grande attenzione dunque per il tema della maternità anche grazie alla flessibilità oraria. La cooperativa si fa inoltre carico, dove necessario, di un periodo aggiuntivo di permesso retribuito nei casi in cui il collaboratore non sia in grado di sostenere il lavoro per un certo periodo.

Non mancano ulteriori iniziative di sostegno economico come: anticipo dello stipendio per un massimo di sei volte all’anno e anticipo del TFR al di fuori dei limiti imposti dalla legge.
Infine, per favorire l’integrazione sociale dei lavoratori stranieri è stato creato uno sportello che supporta le persone in tutte le pratiche burocratiche e vengono erogati dei contributi per corsi di lingua italiana.

Welfare aziendale: differenti i settori, diversi gli approcci

Il WELFARE AZIENDALE nelle PMI è ormai un punto d’interesse di ogni realtà lavorativa, indipendentemente dal settore di riferimento.

Per l’impresa ed il lavoratore può fare la differenza, sia che si parli di Agricoltura, dove è forte il legame tra impresa e territorio, sia che si tratti di Studi Professionali; settore con quasi il 90% di dipendenti donne e più del 50% con meno di 40 anni (leggi l’intervista di Gaetano Stella).

Ma possiamo definirlo trasversale ed universale? Industria, Agricoltura, Commercio e Servizi, Artigianato e Professioni hanno peculiarità differenti che generano un approccio diverso rispetto alle iniziative di welfare aziendale da mettere in atto.

Ognuno ha una sua storia, un suo percorso e delle caratteristiche che producono realtà diverse e portano inevitabilmente le imprese appartenenti ad un settore produttivo, ad un modo distinto di “fare Welfare” rispetto alle PMI di un diverso settore.

Possiamo perciò dire che il Welfare è universale, ma il modo in cui viene calato all’interno di ogni realtà di settore e di PMI deve essere unico.
Con un’accurata ricerca ed un’attenta analisi sarà semplice per la PMI individuare quelle azioni di welfare aziendale che, nel proprio settore e per la propria azienda, saranno capaci di rispecchiare e soprattutto soddisfare l’impresa e i lavoratori. Ogni settore, anche se con caratteristiche peculiari e differenti, può trarre dal welfare aziendale vantaggi economici diretti, di business a lungo termine e di mercato.

Insomma, ogni settore ha il proprio ma… l’importante è fare Welfare!

Panzeri: capacità creative e organizzative a servizio della comunità

L’8 marzo scorso, Panzeri azienda con sede a Bulciago in provincia di Lecco e con più di 50 anni di esperienza nella produzione di rondelle ed elementi di fissaggio, si è aggiudicata il 3° premio Welfare Index PMI 2016 nel settore Industria.

Un riconoscimento che conferma la volontà dell’impresa di integrare l’azienda con il territorio. Sono infatti molteplici le iniziative promosse da quest’azienda, oggi gestita dalla seconda generazione, che, negli anni è riuscita ad elevare la qualità in termini di ricerca tecnologica e certificazione. Le attività di welfare che l’azienda offre sono legate all’integrazione dell’impresa stessa, dei suoi dipendenti e delle loro famiglie nel territorio in cui ha sede. In questo senso Panzeri, ha provveduto alla ristrutturazione di un edificio abbandonato per trasformarlo in una scuola materna e nido, aperto non solo ai propri dipendenti, ma all’intera cittadinanza. Un’attenzione speciale, inoltre è stata data alle attività ricreative e sportive, attraverso l’adeguamento di un campo di calcio e con la creazione di una scuola calcio di bambini e l’organizzazione a corsi di sci e snowboard.

Infine, sempre grazie all’azienda è stata creata la corale del paese. Molto rilievo ha infine anche la collaborazione nella realizzazione e nella gestione di attività di supporto ai volontari che operano nel settore dell’handicap motorio e psichico affinché sviluppino capacità manageriali per la gestione efficiente delle loro organizzazioni. Il sistema di welfare messo in atto da Panzeri mostra attenzione e cura verso le persone considerate una componente fondamentale di tutto il territorio.

La passione per il lavoro per sviluppare le potenzialità di un territorio

L’agricoltura ha una storia consolidata di welfare e Agrimad, società agricola con sede a San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza e che lo scorso anno ha vinto il primo premio Welfare Index PMI, mette in risalto prassi e comportamenti virtuosi già consolidati nel quotidiano delle Pmi.

Tracciabilità, salubrità, innovazione, sostenibilità, sono le parole chiave dell’azienda.

Nata come allevamento di suino calabrese allo stato brado, razza pregiata e autoctona, che rimane l’attività principale con il controllo di tutta la filiera, inclusa macellazione e trasformazione, fino al prodotto finito. Nel corso degli anni Agrimad ha allargato la sua attività alla coltivazione degli ulivi e del peperoncino calabrese. A partire dal 1990, ha iniziato il suo lavoro di ricerca sul suino nero di Calabria nelle aree della Sila greca e Aspromonte e, dopo un lungo percorso di selezione e recupero della genetica originaria che si era estinta nel 2010 l’azienda ha brevettato il processo di lavorazione della razza diventando uno degli allevamenti di suino nero calabrese più importanti d’Italia.

La scelta di mettere la comunità al centro dell’impresa ha permesso politiche occupazionali in una zona con elevato tasso migratorio. Spiega Ernesto Madeo: “Il numero dei dipendenti varia nell’arco dell’anno, essendo quello agricolo un lavoro legato alle stagioni. Abbiamo una media di 30-35 dipendenti con picchi che arrivano a 50”. È indubbio che Agrimad pone molta attenzione nei confronti del rapporto con il territorio infatti la maggior parte dei lavoratori proviene dal paese di San Demetrio o da zone limitrofe e l’azienda assume spesso entrambi i coniugi o famigliari dei dipendenti. “In un territorio svantaggiato in diversi modi, con problemi di viabilità e le colline ormai abbandonate e lo stesso per i paesini – dichiara Ernesto Madeo – abbiamo cercato di creare la passione per questo lavoro in modo anche da sviluppare le potenzialità del territorio”. Per questo – prosegue Madeo – ci siamo dedicati ai giovani che sono la nostra speranza, anche perché senza la forza lavoro le aziende non possono andare avanti”.

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Agrimad infatti ha attivato formazione non solo per i propri collaboratori ma anche per i figli dei dipendenti in modo da favorire il trasferimento delle competenze nell’ambito agricolo e raggiungendo anche l’obiettivo di far sentire ciascuno un elemento fondamentale della filiera. Il coinvolgimento in azienda di coniugi e di più di una generazione per famiglia garantisce la continuità di un mestiere e vicinanza alla sede di lavoro. Ogni anno inoltre vengono organizzati incontri che uniscono la condivisione di risultati e obiettivi a momenti conviviali che coinvolgono tutta l’azienda. Conclude Ernesto Madeo: “Viene fuori un prodotto di qualità perché c’è stata qualità nel processo di produzione”.

Il 28 Giugno 2016 Agrimad è stata a Berlino dove si è tenuta la Cerimonia dei Premi “Benessere Animale”, organizzata da Compassion in World Farming che ha premiato aziende Alimentari provenienti da tutto il mondo per il loro impegno volto a garantire modalità di allevamento migliorative del Benessere Animale all’interno delle loro Filiere.

 

Coinvolgere la comunità per riscattare il territorio

L’inserimento lavorativo attraverso le attività agricole di persone svantaggiate – che sono più del 40% degli addetti – è al centro delle attività dell’impresa. Per questo motivo la cooperativa sociale Un fiore per la vita Onlus con sede ad Aversa, in provincia di Caserta, ha ricevuto lo scorso 8 marzo la menzione speciale “Agricoltura sociale”.

Un fiore per la vita onlus nasce per dare risposta all’esigenza di lavoro di persone momentaneamente in difficoltà – racconta il presidente Giuliano Ciano – come minori, tossicodipendenti e sofferenti psichici attraverso l’agricoltura”.

Fondata nel 2000, da allora la cooperativa si è sempre occupata di agricoltura sociale iniziando con un vivaio per la coltivazione di fiori e piante aromatiche.
Nel 2005, recuperando gli spazi abbandonati dell’ex ospedale psichiatrico di Aversa è stata fondata la fattoria sociale Fuori di Zucca che si occupa di attività molteplici: dall’agricoltura biologica, alla fattoria didattica e Agri campo estivo, ristorazione in loco e gestione mense aziendali presso terzi, turismo agricolo, fino alla trasformazione di materie prime nella filiera del consorzio NCO. Soprattutto la cooperativa si occupa del reinserimento lavorativo di persone con svantaggio psico-sociale che, a causa delle condizioni di disagio, non hanno avuto mai accesso al mondo del lavoro o se ne sono allontanate e trovano forti difficoltà nel rientrarvi.

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Spiega Giuliano Ciano: “Ci sono persone che sono venute a fare il loro primo giorno di lavoro a 50 anni e che prima erano coinvolte nello spaccio, o erano in prigione – grazie ai percorsi di rieducazione al lavoro a cura di un’equipe di specialisti, le persone hanno l’opportunità di emanciparsi e lo fanno attraverso la natura che è uno strumento molto facile per loro, perché – prosegue il Presidente – non ti giudica e rispetta i tuoi tempi”.

La cooperativa Un fiore per la vita onlus inoltre continua a instaurare relazioni di collaborazione sia con il territorio che con altre cooperative sociali attraverso la Rete delle fattorie sociali e il forum dell’agricoltura.

L’obiettivo è infatti quello dello sviluppo economico del territorio attraverso la rete di economia sociale. Spiega Ciano: “Abbiamo fatto un contratto di rete tra profit e non profit, coinvolgendo tutte quelle realtà che ad Aversa e nei territori circostanti, famosi purtroppo in maniera negativa e conosciuti come la terra dei fuochi o le terre di gomorra, perseguendo l’obiettivo – conclude Ciano – di liberarci da queste etichette e far conoscere questi territori come le terre di Don Peppe Diana, assassinato dalla camorra per il suo impegno antimafia a Casal di Principe nel 1994”. “Noi – conclude Ciano – l’abbiamo conosciuto e come lui, vogliamo riscattare il nostro territorio e creare occupazione”.

La cooperativa oggi occupa una quarantina di persone con contratto a tempo indeterminato, più un’altra trentina tra borse lavoro e servizio civile.
Anche con la chiave ironica si cerca di affrontare problemi seri come l’economia criminale. Da questa idealità è nata anche l’iniziativa promossa dal comitato Don Peppe Diana e attuata dal consorzio Nuova Cooperazione Organizzata “Facciamo un pacco alla camorra” un progetto che è ormai una tradizione, giunta alla sua ottava edizione e contiene i buoni frutti dei beni confiscati alla mafia, di agricoltura sociale e vede coinvolti imprenditori che hanno denunciato il racket in una scatola natalizia che testimonia l’economia sociale come antidoto all’economia criminale.

La gestione dei terreni e beni sequestrati alla camorra ha infatti creato dinamiche economiche che combattono la criminalità e favoriscono attività finalizzate al coinvolgimento della collettività, per il cambiamento socio culturale del territorio e per rendere sempre più i beni confiscati simboli e risorse di comunità libere dalla camorra.

Per Socfeder fare impresa è qualità e responsabiltà sociale

Da oltre sessant’anni l’azienda Socfeder è specializzata nella commercializzazione e lavorazione di prodotti di siderurgia e idraulica. Fondata dai coniugi Testi nel 1955, oggi è diretta dal figlio, Claudio Testi, conta circa una trentina di dipendenti e ha la sua sede principale a Modena.

Lo scorso 8 marzo 2016 l’azienda modenese si è aggiudicata il secondo premio Welfare Index PMI nel settore Commercio e Servizi distinguendosi per avere affiancato alle aree più classiche di welfare aziendale importanti iniziative nelle aree di conciliazione vita-lavoro e sostegno alla famiglia.

Punti di forza di Socfeder sono: un assortimento di materiali unico, come laminati mercantili, travi, tubi meccanici Dalmine, materiali per l’edilizia, tubi e raccordi per l’idraulica, per differenziare i mercati; qualità certificata del servizio (dalla Iso 9000 alla En 1090-1), velocità di consegna e grande attenzione alle Risorse Umane che ha contribuito a migliorare ancora di più l’azienda modenese.

Il segreto del successo di Socfeder sembra perfettamente sintetizzato nel motto aziendale: “Per noi fare impresa – ha dichiarato Claudio Testi amministratore unico – è qualità e Responsabilità sociale”. Perno fondamentale del benessere organizzativo infatti è la partecipazione, ha commentato l’imprenditore Testi: “Per noi è importantissimo il gioco di squadra, anche per questo cerchiamo di fare riunioni in cui il maggior numero di persone risultino coinvolte, dai dipendenti alle maestranze, per rendere tutti partecipi dell’andamento aziendale e ricevere anche suggerimenti e consigli per il continuo miglioramento di tutti i processi”.

La Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), vissuta come fine aziendale, ispira anche l’azione di Socfeder nel welfare nella convinzione che il benessere dei dipendenti possa avere ricadute positive non solo sull’impresa ma anche sul territorio. Abitazioni ad affitti calmierati per i dipendenti, part time nei frangenti possibili in particolare per le neomamme e, a partire dal 2009, erogazione del TFR oltre gli obblighi di legge.

Queste sono solo alcune tra le tante iniziative promosse da Socfeder che è anche tra i soci fondatori dell’Associazione Aziende modenesi per la RSI, nata a fine 2014 per promuovere principi e pratiche di Responsabilità Sociale d’Impresa attraverso attività laboratoriali, seminari e corsi di formazione e che include trentacinque imprese della provincia di Modena di vari settori e varie dimensioni che impiegano, direttamente o attraverso i propri associati, oltre 30mila operatori sul territorio nazionale.

L’azienda è impegnata con convinzione anche nel settore ambientale. Racconta Claudio Testi: “Grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico oggi produciamo il 75% del nostro fabbisogno energetico”. Inoltre per sottolineare la grande importanza che questi temi hanno all’interno dell’azienda è stata avviata una partnership per l’utilizzo di auto elettriche per la mobilità su strada. Da Socfeder il turnover è bassissimo: “le persone qui – ha detto l’imprenditore Testi – stanno bene e crescono all’interno dell’azienda”.

Barone Ricasoli dove l’azienda è come un buon amico

L’azienda Barone Ricasoli nasce nel 1958, ma la tradizione della viticoltura risale almeno all’800 quando il Barone Bettino Ricasoli, primo ministro dell’Italia unita dopo Cavour, elaborò la combinazione di vitigni che fino a una trentina di anni fa caratterizzava la formula del Chianti classico.

Barone Francesco Ricasoli nella tenuta
Barone Francesco Ricasoli nella tenuta

L’8 marzo 2016 l’azienda ha vinto il terzo premio Welfare Index PMI nel settore agricoltura. L’autenticità dell’azienda, della sua storia e della sua idea di continuo perfezionamento del prodotto si traduce nell’attenzione costante verso i dipendenti e i loro familiari. Anche oggi che conta 180 dipendenti.

La Barone Ricasoli ha infatti investito molto nel sostegno ai momenti più delicati della vita privata dei collaboratori e delle loro famiglie, per esempio con la concessione di piccoli prestiti senza interessi, anticipi sulla retribuzione, messa a disposizione dei lavoratori stagionali e delle loro famiglie di alloggi aziendali e, per le neo mamme il lavoro part-time a chi lo richiede e la flessibilità dell’orario di lavoro legata all’organizzazione familiare.

L’obiettivo – dichiara Michele Palagi dell’Ufficio Risorse Umane – è rendere la vita un po’ più semplice ai dipendenti e alle loro famiglie anche fuori dall’orario lavorativo. Migliorare il benessere complessivo aziendale – prosegue Palagi – è anche la garanzia dell’altissima qualità del nostro prodotto, conosciuto ed esportato in tutto il mondo”.

Si tratta dell’azienda vinicola più antica d’Italia, la quarta più longeva a livello mondiale e seconda assoluta nel settore vitivinicolo. Immersa in una tenuta di proprietà della famiglia dal 1141, a venti chilometri da Gaiole in Chianti. Francesco Ricasoli, il 32° Barone di Brolio, è alla guida dell’azienda di famiglia dal 1993. L’azienda ha il controllo di tutta la filiera: dal vigneto, alla vinificazione, alla cantina fino all’imbottigliamento e alla distribuzione. Da sempre produttrice di vini Docg, Doc, Igt, conosciuti ed esportati in tutto il mondo.

Spiega ancora Michele Palagi: “Da noi, le persone sono considerate le risorse più importanti. Il rapporto non si riduce a quello di un datore di lavoro con un dipendente, ma l’azienda assomiglia ad un buon amico. Questo secondo noi è il welfare”.

Inoltre per stimolare l’innovazione, viene data molta importanza alla formazione specializzata. Spiega Palagi: “Il mondo si evolve e chiaramente anche le lavorazioni agricole non sono più le stesse, c’è sempre bisogno di nuovi aggiornamenti tanto più che nel corso degli anni si è verificato proprio un cambio anche nella visione della produzione”.

Infine la Barone Ricasoli è una delle poche aziende agricole italiane che estende il servizio di mensa a tutti i lavoratori agricoli. L’azienda, antichissima, ha saputo rinnovare le qualità e la personalità dei grandi vini di Brolio, sperimentando e valorizzando le caratteristiche uniche del territorio e della sua storia. Nascono così nuove etichette, mentre si perfezionano vini conosciuti e premiati in tutto il mondo: il benessere dei dipendenti sembra essere l’ingrediente segreto a garanzia della qualità del prodotto finale.

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I dipendenti dell’Azienda Barone Ricasoli

Le persone al centro dell’interesse di Lurisia

Saper investire nel benessere dei dipendenti per far crescere insieme azienda, territorio e comunità.

È questo il segreto del successo di Lurisia Acque minerali, azienda specializzata nella produzione di acque e bevande con sede nella piccola comunità omonima del cunese, che l’8 marzo scorso si è aggiudicata il secondo premio Welfare Index PMI nel settore Industria. Oggi conta 40 dipendenti e negli ultimi cinque anni ha raddoppiato il fatturato.

Questa storia inizia nel 1940 con la scoperta di una sorgente termale, un luogo di benessere in cui ancora oggi viene imbottigliata un’acqua dai benefici importanti. La famiglia Invernizzi rileva l’attività negli anni ’90 e, a partire dal 2000, l’azienda sotto la guida di Alessandro Invernizzi, inizia un percorso di cambiamento e innovazione che ha portato alla produzione di nuove bevande con un packaging prestigioso e il sodalizio con Eataly.

Al centro dell’interesse aziendale – ha spiegato l’AD Alessandro Invernizzi – ci sono le persone che tuteliamo con attente politiche sulla sicurezza tanto che negli ultimi tre anni non si sono registrati infortuni grazie alla formazione continua, maggiore di quella richiesta dal contratto nazionale del lavoro”.

Alessandro Invernizzi
Alessandro Invernizzi

Da Lurisia infatti anche i premi di produzione sono legati al 70% alla sicurezza e all’igiene e solo al 30% alla produttività. Una filosofia manageriale attenta dunque al valore delle persone, con programmi di formazione e sviluppo personale che superano gli standard imposti dalle normative. Decisamente innovativa la piattaforma e-learning presto a disposizione dei dipendenti.

Spiega Alessandro Invernizzi: “L’iniziativa permetterà ai nostri collaboratori di seguire nel tempo libero corsi di formazione che vanno dall’inglese, al giardinaggio, fino alla fotografia digitale. Il mondo in cui viviamo così come il nostro modo di lavorare – prosegue Invernizzi – sono in continua evoluzione, quindi ogni giorno dobbiamo essere in grado di imparare qualcosa di nuovo e, iniziare a farlo partendo dai propri interessi è – conclude – uno stimolo che permette di integrare tale approccio anche rispetto nuovi processi lavorativi o nuove tecnologie di imbottigliamento”.

La convinzione profonda di Lurisia è che la vita, sia personale che aziendale, siano imprescindibilmente legate all’apprendimento costante. Sempre con l’obiettivo di stimolare le persone ad arricchire il proprio bagaglio culturale, l’azienda sta dando vita alla Biblioteca del cuore e della mente, grazie ai libri scelti dai collaboratori tra quelli che in qualche modo hanno segnato la loro vita.

Nell’estate 2015 inoltre l’azienda per affrontare l’emergenza migranti ha fondato l’associazione Volontari per un mondo migliore diventando promotrice di un’iniziativa di accoglienza e integrazione per 60 richiedenti asilo che ora sono coinvolti attivamente nella vita della comunità attraverso servizi di volontariato come la pulizia delle strade e la manutenzione del verde. L’azienda piemontese ha aderito anche al progetto Diamo il meglio di noi, promossa da Ministero della Salute e Centro Nazionale Trapianti per supportare la campagna di sensibilizzazione alla donazione di organi, tessuti e cellule.
Lurisia è dunque l’esempio di un’azienda che cresce insieme alle persone e al territorio.